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Oggi è giovedí 18 aprile 2024

Cefalone da sud

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Abruzzo Data:26/04/2009
Nome:Giorgio, Franco Email:giorgio.giuaat symbolbt.com
Nome gita:Cefalone da sud Partenza da:Strada per Fonte Cerreto, appena dopo il bivio per la strada del Vasto
Quota partenza:1000 Dislivello:1530
Esposiz. salita:Sud-Ovest Esposiz. discesa:Sud-Ovest
Difficoltà:Sci-alpinista ottimo Manto nevoso:Accettabile
Tipo di neve:Pesante Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia:Mazzoleni . it. 54 Valle partenza:
Commento gita:
Ci sono almeno 6 enormi valanghe cadute sul versante sud del Cefalone, tra la Portella e la sella delle Malecoste. La prima nel canale sud est tra Anticima e Cefalone; la seconda e la terza per i due fossi quasi paralleli e abbastanza incisi che salgono dal bosco di Macchia Grande nell'anfiteatro tra Cefalone e Punta Giovanni Paolo II (fronte neve q. 1200 circa); la quarta arriva a lambire la strada del Vasto laddove si diparte la sterrata che sale ai ruderi di Mortale; la quinta e la sesta superano la strada del Vasto di un centinaio di metri interropendola con uno spessore di circa 5 metri per una larghezza di una ventina. SALITA: In uno scenario sconvolto del genere, poco dopo l'alba ci siamo incamminate per una delle stradine sterrate che sale nel bosco di Macchia Grande, diretti verso il fosso più a destra (salendo) dei due quasi paralleli che scendono dall'anfiteatro tra Cefalone e Punta Giovanni Paolo II. In altro si vedavano bene e nette le linee di distacco delle valanghe e abbiamo valutato i pendii comunque sicuri. Abbiamo però commesso una serie di errori: 1) Nessuna delle valanghe sopradescritte è sciabile (nè in salita nè in discesa); 2) Oltre alle immense valanghe di fondo cadute presumibilmente con il terremoto o con le piogge di aprile, ormai con il fondo allisciato dei canali ogni volta che rinevica riviene giù tutto e quindi anche più in alto, tra i 1700 ei 2100 m abbiamo trovato grumi di neve palloccolosa, rigole e colatoi profondi anche un metro, saltini scoperti, erba, pietre e neve di consistenza mutevole; 3) Con gli sci in spalla per tutto il tempo e solo in 2 a battere la traccia abbiamo rischiato di sfinirci. Comunque, alla fine, in 4 ore e mezza ne siamo venuti fuori e abbiamo messo piede sulla cima del Cefalone, probabilemnte con 2/3 metri di neve sopra, perchè non c'era traccia nè della croce nè delle roccette che orlano gli ultimi metri di salita in estate. Salita interessante, ma molto alpinistica in ambiente inconsueto e di rara bellezza. Gransasso deserto; non si è vista una cordata nè sul Corno Grande, nè sull'Intermesoli, nè sul Corvo. Venacquaro, Campo Pericoli, Portella e Campo Imperatore: idem! Deserti di domenica 26 aprile - evidentemenet ormai ci siamo abituati tutti alla funivia. DISCESA: Calzati gli sci in vetta (che soddisfazione), fatti i primi metri sul lato nord, in assenza di cornice, ci siamo potuti gettare subito a sud per il canale di salita estiva, ampio, pieno di bella neve assetata, anche se non completamente trasformata (bianca immacolata). Primi 300 m di dislivello da urlo su pendio ripido, ma reso facile dall'ottima qualità della neve; poi abbiamo tagliato a destra per andare a prendere il fosso di destra, come descritto nella guida di Mazzoleni e abbaimo fatto ancora una bella sciata fin sui 2000 m di quota. Poi sono iniziati i dolori: il fosso, nella situazione attuale non è percorribile con gli sci per via della situazione disastrata sopra descritta. Allora abbiamo tagliato ancora a destra, sotto cima Giovanni Paolo II per andare a prendere il terzo fosso più appoggiato e più largo. L'idea è stata buona e, a parte il traverso adrenalinico per le rigole da superare un pò in velocità, siamo riusciti a fare ancora una discreta sciata su neve papposa fino a q. circa 1800. Ma anche questo fosso risulta interrotto, per via della gran valanga d fondo che ha portato via tutto, lasciando un salto scoperto, Allora, via gli sci e ancora a destra su prati e roccette fino ad intercettare l'ultima linguina di neve che ci ha portato in salvo sui prati alla base della fascia di rocce a q. 1700 circa, più o meno sopra la stradina di Mortale. Poi a piedi sui prati bordo fosso, vista valanga, fino ad incrociare la strada del Vasto (questo itinerario è consigliabile in salita)
Commento manto nevoso:
Sconsiglio di fare questo itinerario in queste condizioni di innevamento; non tanto per il , a mio avviso contenuto, ma per la laboriosità della ricerca del percorso migliore in discesa. In ogni caso metà discesa si deve fare sci in spalla. Consigliabile invece, anche se comunque faticoso, senza sci, ramponi e piccozza.


 
 


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