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Oggi è giovedí 24 giugno 2021

Il Velino può attendere .... forse

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Abruzzo Data:02/06/2021
Nome:Guido, Luca e Paolo Email:studiocolarossiat symbollibero.it
Nome gita:Il Velino può attendere .... forse Partenza da:Capo Pezza
Quota partenza:1528 Dislivello:934
Esposiz. salita:Nord Esposiz. discesa:Nord
Difficoltà:BS Manto nevoso:Consigliabile
Tipo di neve:Trasformata Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia: Valle partenza:Piani di Pezza
Commento gita:
Partiti da Capo Pezza (Mt. 1.128) abbiamo risalito il sentiero n.ro 1 spalleggiando gli attrezzi del mestiere fino a quota 1.900 di Valle Cerchiata, dove abbiamo messo in uso il pellame per guadagnare la sommità di Colle dell’Orso (Mt. 2.175). L’intenzione era quella di proseguire per la Vetta del Monte Velino, ma il programma è stato posposto alla prossima stagione per aver dovuto constatare la necessità di procedere sci in spalla per la quasi totalità della cresta di Monte Bicchero. Quindi ci siamo diretti alla Vetta del Monte Costone Orientale (Mt. 2.271) – percorsa cresta est completamente priva di copertura. Prima discesa sul versante nord dell’elevazione per fare tappa al Rifugio L. Sebastiani (Mt. 2.102). Il Rifugio è ancora semisommerso dalla neve e ci si è offerto con il vano “sempre aperto”, ricavato dai lavori di ampliamento ultimati l’estate scorsa, imploso sotto il peso della coltre nevosa (sigh!). Terminate le operazioni di sosta, si è ripresa la marcia per tornare al Colle dell’Orso passando per il sentiero n.ro 1G. Affrontata con qualche difficoltà l'uscita in cresta del sentiero a causa della volontaria indisponibilità di ramponi e piccozza, lasciati a valle per lanciarci, alleggeriti, sulle distanze che caratterizzano il viaggio che oggi abbiamo rimandato. Giunti alla quota 2.220 di Colle dell’Orso, siamo scesi per l’anfiteatro che lo divide da Punta Trento sciando fino a quota 1.900 di Valle Cerchiata. Di lì in “autoscarpa” fino a Capo Pezza per terminare la gita.
Manto nevoso:
Depositi nevosi in dissolvimento ma che permettono ancora di collezionare buone sciate (oggi su fondo portante e scorrevole fatta eccezione del manto posto nei tratti finali dei pendii caratterizzato dall’irregolarità generata dagli impluvi di fusione). Il massiccio del Velino è sciabile su tutto il suo versante Nord ma il raggiungimento del medesimo costringe a importanti spalleggiamenti (quota neve mt. 1.900). Rischio valanghe inesistente. Fare comunque attenzione alle cornici presenti un po’ su tutte le creste.


 
 


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