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Oggi è mercoledí 19 maggio 2021

Pala di Menoto (q. 2248)

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Veneto Data:24/04/2021
Nome:alberto e paolo scordilli con beppe, fabio (in sci) e elena, luciana, stefano e paolo (in ciaspe) Email:paolo.scordilliat symbolgenerali.com
Nome gita:Pala di Menoto (q. 2248) Partenza da:km. 1,5
Quota partenza:1100 Dislivello:1150
Esposiz. salita:Nord-Est Esposiz. discesa:Nord-Est
Difficoltà:MS Manto nevoso:Consigliabile
Tipo di neve:Farinosa Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia:Alpi Venete, Inverno 18/19 Valle partenza:Val marzon
Commento gita:
Poche qui, ma prestigiose, le recensioni sulla Pala di Menoto (o Menotto che dir si voglia); le parole di Malus e di Luca G. non possono che invogliare a tentare questo inedito percorso e così anche noi proviamo ad immergerci nell'incanto… Con l’auto riusciamo a salire di 1 km e mezzo circa della Val Marzon; poco prima dei tornantini dove stacca la Val dei Marden, la neve ed un tronco di traverso ci costringono a fermarci. Spalleggiamo per una ventina di minuti sull’asfalto chiazzato di neve, fino a poter metter gli sci al Cason della Crosera. Qui infiliamo a sx. la stradina della Val d’Onge, inizialmente tribolando a superare qualche ulteriore schianto. Al 1° tornante, privo di neve, tagliamo diretti nel rado bosco per riguadagnarla laddove attraversa un rio. La seguiamo poi a lungo fino al bel Tabià d’Onge, con qualche breve interruzione dovuta al disgelo. Lasciata qui la stradina che prosegue a dx. verso il rif. Città di Carpi, risaliamo i prati sopra il tabià e arriviamo all’imbocco di un nascosto vallone che si apre a sx. E’ questo uno scrigno di rara bellezza, mai troppo ripido, mai troppo stretto, mai troppo alberato: salirlo è un piacere, nonostante il caldo ed il fatto che ci tocchi tracciarlo su neve un po’ pesante e che tende a far zoccolo. Man mano che saliamo la valle si apre ed i Cadini alle spalle crescono assieme a noi…Alla testata, sebbene risulti più immediata sulla dx. la vicina Croda di Campoduro, preferiamo virare a sx. e, nei pressi della cresta con qualche saliscendi, miriamo alla dolce sommità della Pala di Menoto, stupefacente balconata sulle Marmarole tutte. Per la discesa, caleremo sotto cresta con un diagonale a lieve pendenza, badando a non scendere troppo, in modo da riguadagnare la testata della valletta di salita prima del suo affossarsi con salti rocciosi. La sciata lungo quest’ultima è alquanto libera e divertente fino al Tabià.
Manto nevoso:
La neve si è mantenuta più o meno tale durante tutta la giornata; siamo scesi assai tardi, verso le 15 e 30 ed abbiamo trovato, lungo tutto il vallone, una farina un po’ appesantita, facile da domare e divertente da sciare anche se richiedeva un certo fiato….lungo la stradina invece la neve è ben trasformata, anche se piuttosto lenta, tanto che si scende senza quasi mai frenare. Tranne uno, dove occorre levarsi gli sci, i brevi tratti scoperti si riescono a fare tenendo gli sci, anche con qualche taglio nel bosco…


 
 


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