home pageHome   chi siamoChi Siamo   meteoMeteo   forumForum   privacyPrivacy Over The Top: il sito degli scialpinisti 
Scialpinismo >> consultazione

Oggi è venerdí 23 aprile 2021

Monte Cavallo-Gobba Nord

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Toscana Data:04/04/2021
Nome:jean claude pucci Email:jeanpucciat symbolhotmail.com
Nome gita:Monte Cavallo-Gobba Nord Partenza da:marmifera che porta al passo della focolaccia verso quota 1.400
Quota partenza:1400 Dislivello:500
Esposiz. salita:Nord-Est Esposiz. discesa:Nord-Est
Difficoltà:ESA Manto nevoso:Accettabile
Tipo di neve:Trasformata Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia:https://youtu.be/i8kL3lwmsDQ Valle partenza:valle del rio ventagio
Commento gita:
Mentre con Roberto Bergamini andavamo per curve verso le Porraie- gita già relazionata su questo sito-lo avevamo fotografato dall’Appennino e ci eravamo fatti ammaliare ancora una volta dalla sua sinuosità. Per Roberto è una vecchia conoscenza vissuta in varie maniere molte volte, ma per quanto mi riguarda era la prima volta che mi catturava l’attenzione, incastonato com’è fra sua maestà il Pisanino e le porte di accesso agli abissi della Carcaraia: il Monte Cavallo delle Alpi Apuane, appunto. Dopo quelle foto , io e Roberto abbiamo cominciato con messaggi, messaggini e disquisizioni varie proprio sul Cavallo, sui suoi accessi ed i suoi canali. Io trovavo risposte e spiegazioni chiedendo a Roberto e poi si fantasticava. Alla fine il primo di Aprile mi decido e vado a curiosare da vicino. Lascio la macchina intorno a quota 1.400 metri, e quel che rimane del passo della Focolaccia si trova a me difronte. Fino a quando si potranno distruggere le Apuane a questa velocità? Si parla spesso di Amazzonia e si biasima la distruzione assoluta in continuo aumento in Brasile, beh da noi in Toscana alle Alpi Apuane sta succedendo una cosa del tutto paragonabile per dinamiche, interessi, bugie ed un patrimonio con enormi potenzialità turistiche che diffonderebbero benessere nella comunità in maniera molto più orizzontale che non venga fatto dai pochi padroni della polvere di marmo. Calzo gli sci ed arrivo dirimpetto al canale Cambron. Da li proseguo con ramponi e piccozze facendo un lungo traverso leggermente in salita per aggirare il costone di roccia che separa il Cambron dal canale Ceragioli. Alla base di accesso di quest’ultimo c’è una specie di crepaccio che sembra avvertire che di li in su si cambia mondo. Comincio la risalita. La neve permette una risalita abbastanza agile, ora più marcia ora un pò ghiacciata ma abbordabilissima. Ogni tanto qualche fenditura trasversale al canale da superare ma niente di trascendentale. Sopra allo sperone roccioso che divide Cambron da Ceragioli è rimasto un bel pezzo di cornice, sembra quasi un residuo del periodo glaciale. Percorro il tratto ad esso esposto con grinta ed un pò di apprensione, ma poi mi rendo meglio conto che ad allora era parecchio stabile. Verso la parte sommitale il canale si strozza e verticalizza. Dopo la strettoia il canale si perde nella pala sommitale che espone la sua sinistra orografica (destra salendo) ad un salto deciso di rocce che termina nel circo glaciale accovacciato paziente sotto la parete della Gobba Nord del Monte Cavallo. La pala mi svela il panorama intorno che diventa grandioso. In breve sono in cima e posso guardare fin dove riesco in tutte le direzioni. Risalendo mi ero reso conto che la via era fattibile, non in condizioni ideali, ma scendibile con sci con rischio accettabile. Allontano i brutti pensieri concentrandomi sulla propriocezione e parto. Mi trovo subito sulla pala sommitale, che sembra invitarmi a prendere le sue direzioni. Superato il tratto con buona esposizione mi trovo ora all’inizio del canale Ceragioli. Faccio un paio di curve ed arriva la strozzatura che si mostra più impegnativa di quanto avessi valutato. La neve già tira in alcuni punti. In mezzo anche qualche discontinuità, risulta di ottimo aiuto una piccozza che mi ero tenuto a portata di mano. Superata la strozzatura il canale tiene pendenze elevate e si allarga solo dopo diverse decine di metri. La tensione scema un pochino, mi rendo conto di avere oramai alle spalle la parte critica e mi godo le curve fino al “crepaccio” alla base del canale. Piccolo saltino ed accarezzo il cono detritico dirigendomi in diagonale verso sud. Ho lasciato dietro di me il piccolo circo glaciale ed affronto il pendio sud fino al punto dove avevo lasciato la macchina. Jean Claude Pucci https://youtu.be/i8kL3lwmsDQ
Manto nevoso:
Neve variabile tendente al marcio sui tratti che rimanevano al sole ed a volte dura con 2-3 cm di granita nei tratti meno soleggiati


 
 


home pageHome   chi siamoChi Siamo   meteoMeteo   forumForum   privacyPrivacy