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Oggi è mercoledí 26 febbraio 2020

settsass (antecima q. 2.376)

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Veneto Data:08/02/2020
Nome:paolo scordilli, beppe mezzadri ed enrico toniolo (in sci), francesco p., francesco r., enrico t. e michele t.(in ciaspe) Email:scordilli.paoloat symbolgmail.com
Nome gita:settsass (antecima q. 2.376) Partenza da:Contrin
Quota partenza:1688 Dislivello:800
Esposiz. salita:Sud-Ovest Esposiz. discesa:Sud-Ovest
Difficoltà:MS Manto nevoso:Consigliabile
Tipo di neve:Compatta Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia: Valle partenza:livinnalongo
Commento gita:
Dopo aver faticato a trovare un posto dove lasciar l’auto fra le poche case di Contrin, ci incamminiamo lungo la stradina che porta al Giogo dell’Inzisa, per lasciarla quasi subito e risalire verso destra i bei prati sovrastanti il paesino. In breve siamo ai Pre de Sieia sotto allo spellacchiato Col (effetti di Vaia, che ha picchiato duro anche qui…). Ora verso destra rimontiamo a lungo l’ampia e dolcissima dorsale del Ciamp, fra radi larici e fienili, in un contesto di bucolica bellezza. Con un tratto un appena più ripido giungiamo sul dosso quotato in Tabacco 2182 oramai sotto alle rocce del Settsass. Ma per poter montare sulla sua dorsale dobbiamo traversare a lungo verso nord con diversi saliscendi che ci costano tempo ed energie, fino a dove le rocce si esauriscono per lasciare il posto, sulla destra, ad un pendio discretamente ripido. La neve piuttosto indurita ci costringe ad usare i rampant. Guadagniamo la cresta ad una quota di circa 2.300, appena a sud delle quote denominate Les Pizades. Virando ora a sud iniziamo a risalire verso le varie quote del Settsass. La cresta è piuttosto erosa dal vento e conviene tenersi appena più bassi in versante nord-est. Superiamo la prima quota (q. 2349) e presso la seconda troviamo un delizioso praticello libero dalla neve; la cresta ora si assottiglia e si fa più delicata; fra l’alternativa di un’ora di lotta coll’alpe per arrivare fino in vetta o un’ora di siesta distesi sul praticello al sole la decisione è unanime per la seconda. Che dire, siamo vecchi oramai….
Manto nevoso:
La parte alta della discesa non è certo il massimo per i puristi della sciata: un lungo traverso appena sotto cresta verso nord, cui seguono una serie di belle curve sul ripido muretto appena sotto alla dorsale; il secondo traversone stavolta verso sud, con una traiettoria ottimale evita le risalite, ma costringe egualmente a diversi tratti a spinta. Giunti alla sommità della dorsale a q. 2182 il resto della discesa ripaga con dolci e piacevoli pendii dove scendere liberi in pieno relax: la neve varia di continuo fra il farinello su fondo duro, qualche crosticina comunque domabile e tratti con lastre ghiacciate; comunque si scia sempre bene ed ai pratoni finali ci si merita il miglior firn per concludere in gloria scendendo anche più in basso del paese, fin dove il terreno lo consente. La valutazione MS si riferisce al tratto fino alla quota raggiunta. Per la vetta vera e propria probabilmente BSA.


 
 


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