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Oggi è lunedí 25 marzo 2019

Cime Lastei di Pradazzo (q. 2549 e 2.575)

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Trentino Data:09/03/2019
Nome:paolo scordilli, alberto andreis, beppe mezzadri e gigi toniolo (in sci) assieme a Michele, Francesco e Margherita (in ciaspe) Email:paolo.scordilliat symbolgenerali.com
Nome gita:Cime Lastei di Pradazzo (q. 2549 e 2.575) Partenza da:Malga Vallazza
Quota partenza:1930 Dislivello:700
Esposiz. salita:Sud-Est Esposiz. discesa:Sud-Est
Difficoltà:MS Manto nevoso:Stupendo
Tipo di neve:Polvere soffice Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia:Marco Bozzetta - Escursioni scialpinistiche in Val di Fiemme, Fassa e Primiero Valle partenza:Val Travignolo
Commento gita:
Si tratta delle 2 poco pronunciate quote che si trovano fra Col Margherita e Cima Giuribrutto e che scendono verso sud con i classici dolci pendii che caratterizzano la catena di Bocche, precipitando per contro con scogliere di porfido nel versante che cade su Passo San Pellegrino. Meritano una visita, tanto per discostarsi dai soliti frequentatissimi percorsi di Cima Bocche e Cima Giuribrutto e salire qualcosa di diverso…Partiamo da malga Vallazza, sfruttando il comodo park e subito ci discostiamo dal traccione per la Giuribrutto, che piega a sinistra, salendo diritti per il rado bosco. Ci guida una marcata traccia, più di ciaspe che di sci, che in breve ci porta ad un pianoro con laghetto estivo, diramandosi poi in varie direzioni; seguiamo quella che mantiene il fondovalle infilando la bella valletta che porta a Forcella Vallazza; circa a metà la traccia piega a destra per rimontare direttamente sui lastroni sommitali; preferiamo insistere dentro la dolce valletta, giacchè la tracciatura non costa più di tanta fatica. Alla testata laddove un po’ si impenna e si sdoppia preferiamo il solco di destra, meno ripido, e che, senza patemi, ci porta in cresta presso un cartello appena ad est della forcella. Seguendo ora il profilo verso nord-est rimontiamo fra raffiche di vento alla prima quota (2.549 mt.), scendiamo lievemente alla sella divisoria per risalire infine anche la maggiore (2.575 mt.). Constatiamo con piacere che il bellissimo panorama non contempla la visione della funivia e delle piste di Col Margherita. Alberto, Gigi ed i ciaspolatori scendono per il percorso di salita; io e Beppe dalla seconda vetta caliamo in diagonale verso destra fino al pianoro con laghetti a quota 2.310 e da li riguadagniamo la valletta e le tracce dell’andata.
Manto nevoso:
I 10-15 cm. di neve fresca caduti giovedì, ancora soffici e cremosi anche in versante sud, regalano una piacevole e divertente sciata dalla vetta fino al park, con solo qualche tratto a spinta nei due pianori con laghetti; un minimo d’attenzione nella parte più alta e spazzata dal vento a non beccare qualche sasso nascosto.


 
 


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