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Oggi è sabato 21 luglio 2018

Croda dei camosci di Forca Rossa 2737

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Veneto Data:10/05/2018
Nome:Luca, Paola, Titti Email:crodarossaat symbolmicso.net
Nome gita:Croda dei camosci di Forca Rossa 2737 Partenza da:Parcheggio del Rif. Fiume
Quota partenza:1663 Dislivello:1100
Esposiz. salita:Nord-Ovest Esposiz. discesa:Nord-Ovest
Difficoltà:OSA Manto nevoso:Consigliabile
Tipo di neve:Trasformata Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia: Valle partenza:Fiorentina
Commento gita:
Stupefacente itinerario, uno dei più belli delle Dolomiti Zoldane e tuttavia sconosciuto, ignorato perfino dalla pur ricchissima e completissima guida 'Burra-Pra Floriani - Scialpinismo in Val di Zoldo'. Tre quarti del percorso, a onor del vero, ricalcano la nota e classica salita alla Forca Rossa, ma è l'ultimo quarto a fare la differenza. Perché, se una volta giunti a 100m dalla forcella si lascia il canalone principale per imboccarne un altro sulla sinistra, che s'impenna dando l'impressione di andare a morire contro la parete, ci si ritrova su un'ampia quantunque ertissima rampa che, sfilando sotto le pareti della Croda di Forca Rossa, s'innalza fino a una selletta. Non una banca scoscesa, di quelle che incutono timore e condizionano i movimenti: questa ha il bordo rialzato ad offrire protezione, una specie di stradone sospeso. Raggiunto la citata selletta (e qua ometto di descrivere la potenza delle visuali che di colpo si spalancano in tutte le direzioni), si percorre a sinistra una crestina di roccette (misto di 1° grado, 50 metri, attualmente in buona parte scoperte) che nell'ultimo segmento si fa stretta ed aerea quanto mai, culminando con uno sperone proteso sopra la Val d'Ampezzo in guisa di gigantesca prora. La neve attuale, morbida in superficie e un po' collosa, ci ha permesso di salire con gli sci fin sotto la crestina terminale rimontando i canali a serpentine strettissime; diversamente occorre servirsi dei ramponi. Discesa indescrivibile, si scia nel cuore della montagna per canali a pendenza sempre sostenuta, con bell'impegno e grande soddisfazione.
Manto nevoso:
Dal parcheggio si spalleggia per 10 minuti tondi prima di calzare gli sci, poi l'innevamento, salvo una brevissima interruzione, è pressoché continuo. La giornata di oggi, ben poco soleggiata, ci ha permesso di sciare su un manto omogeneo di pappetta soffice a sormontare uno strato molto compatto, poco influenzato dalle variazioni di quota. Ne è scaturita una sciata un tantino faticosa, ma caratterizzata da curvoni eleganti, veloci e sicuri. Nell'ultimissimo tratto ci si disimpegna fra grossi accumuli ormai ammorbiditi.


 
 


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