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Oggi è giovedí 26 aprile 2018

Dorsale dei Fornatti (q. 2200)

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Veneto Data:14/04/2018
Nome:paolo scordilli con francesco, riccardo e margherita Email:paolo.scordilliat symbolgenerali.com
Nome gita:Dorsale dei Fornatti (q. 2200) Partenza da:Passo di Montecroce Comelico
Quota partenza:1630 Dislivello:800
Esposiz. salita:Ovest Esposiz. discesa:Ovest
Difficoltà:MS Manto nevoso:Accettabile
Tipo di neve:Pesante Valutazione gita:Consigliabile
Bibliografia: Valle partenza:Val Padola
Commento gita:
L’elegante piramide del Col Quaternà protende verso ovest una marcata dorsale che culmina alla quota 2.301 denominata “I Fornatti” (in carta tabacco 10 e 17); i dolci pendii che la caratterizzano sembrano ideali per condizioni incerte come quelle previste per sabato, anche se verso il culmine protendono una affilata e ripida crestina orlata da significative cornici. Decido di andare a dare un occhiata, pur essendo il solo con gli sci assieme ad altri 3 amici ciaspolatori. Lasciamo l’auto al parcheggio deserto del Passo di Montecroce avvolto dalla nebbia di una fastidiosa nuvoletta, che poco sopra svanisce, per lasciar spazio ad una splendida giornata di sole. Seguiamo la stradina ben battuta verso il rif. Alpe di Nemes e con qualche saliscendi lo raggiungiamo. Da lì, visti i bei pendii della testata della Vallorera, quasi quasi mi vien voglia di puntare al Passo Silvella, ma dei locali, pure loro in ciapse, me lo sconsigliano per la ripidezza di alcuni pendii laterali. Proseguiamo quindi per l’ondulata stradina verso Malga Coltrondo, fino a rinvenire presso la selletta di q. 1902 lo stacco a sx. del sentiero 159 per la ns. dorsale. Un paio di tornantini per superare l’ultima abetaia e sbucchiamo su splendidi pendii a radi larici. Lasciamo a sx l’evidente ex forte e rimontiamo al pianoro superiore, dove i compagni, affaticati dall’incedere sulla neve che tende a cedere si fermano. Dopo una rigenerante siesta decido di risalire da solo al dosso sovrastante su pendio ora più ripido e da affrontare zigzagando. Raggiunta quota 2172, dove il sent. 159 lascia la dorsale, proseguo un altro pò fino a dove la cresta si assottiglia e si impenna con le sue belle cornici in versante nord. Appuro che c’è spazio a sufficienza per salirla a strette inversioni ed anche per scenderla sciando; ma da solo non è il caso di andar oltre, con le condizioni di oggi. Comunque il posto è bello e ci ritorneremo…. Rientrati alla selletta 1902, completiamo l'anello per malga Coltrondo (aperta e monticata), il Lago dei Rospi ed il Col della Croce lungo la stradina a continui saliscendi, per fortuna ben affrontabili anche senza pelli con le condizioni di neve odierne, e quindi abbastanza divertente.
Manto nevoso:
La neve fresca degli ultimi giorni non è ancora trasformata; l’abbiamo trovata piuttosto cotta e pesante; un po’ di belle curve nella parte alta laddove era più portante, poi sempre più cedevole e marcia; nelle stradine, battute per tutto l’inverno, neve pastosa e abbastanza scorrevole. Percorso consigliabile per gli splendidi panorami ed a chi sia disposto a sorbirsi gli interminabili saliscendi da fondista per accedere alla parte scialpinistica superiore; nel pieno dell’inverno può essere preferibile salire lato Padola, per la valle di San Valentino, in modo da avere una discesa continua e senza contropendenze per poco meno di 1000 mt. di dislivello.


 
 


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