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Oggi è mercoledí 13 dicembre 2017

Cima Palacia 2350

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Trentino Data:02/12/2017
Nome:Fabio Ago Otto Email:fabioat symboltreving.it
Nome gita:Cima Palacia 2350 Partenza da:Campitello-imbocco val Duron
Quota partenza:1470 Dislivello:1200
Esposiz. salita:Sud-Est Esposiz. discesa:Sud-Est
Difficoltà:MS Manto nevoso:Consigliabile
Tipo di neve:Polvere soffice Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia:- Valle partenza:Fassa-Duron
Commento gita:
Gita con ciaspole. Oggi andiamo alla scoperta di una zona mai frequentata in inverno ma che avevamo messo in programma da tempo. Veniamo perché il meteo promette bene qui ma siamo senza una meta prestabilita (strano!), ad esplorare la zona, poi decideremo durante la gita cosa fare. Partenza da Campitello, proprio all’imbocco della val Duron (oltre servono le catene) con -13°C. Piacevolmente scopriamo che la valle è ben tracciata e in un’oretta siamo già al rifugio Micheluzzi. Il vento temuto non c’è, è freddo ma si sta bene col sole. Qui la valle si apre e scorgiamo sulla destra la nostra mèta: la cima pare fattibile e facile, anche se non sappiamo come ci arriveremo. Seguiamo ora la traccia che sta un po' alta sulla valle, che ci conduce ad una malga circa a quota 2050 e da questa, con un'altra traccia seminascosta sulla destra ad un’altra malga poco sopra. Qui bisogna rassegnarsi: la traccia cessa e bisogna arrangiarsi. Seguiamo per un breve tratto una idea di sentiero che sale dolcemente verso est ma lo abbandoniamo presto per risalire un ripido canale, in parte in traverso; seguiamo poi una dorsale che sale prima un po’ ripidamente e poi più dolcemente e ci porta in mezz’oretta sul dosso pelato dal vento posto dietro il rifugio Sassopiatto (~2340). Da qui il percorso è facilmente individuabile: tutto sulla facile e panoramica cresta che in un’altra mezz’ora ci porta in vetta. Panorama molto ampio, con cielo terso e senza vento. Da qui si potrebbe scendere per il ripido pendio sottostante ma c’è il dubbio di trovare un salto in fondo; di comune accordo, perciò, seguiamo ancora la cresta proseguendo in direzione del rifugio Tires, in discesa. By-passiamo un tratto di cresta con cornici abbassandoci di una trentina di metri e poi riportandoci in cresta, ed infine scendiamo prima più dolcemente e poi più ripidamente (attenzione) nel bosco fino al solco della val Duron. Seguono 6 km tondi tondi di rientro all’auto, tutti all’ombra, con temperatura rigida; alla macchina pare caldo ma ci sono ancora -5°C. Giro assai panoramico fatto, con poche pause, in circa 6 ore e mezza, totale circa 15,5 km, durante i quali abbiamo incontrato 2 persone (solo a fondo valle): oggi le Dolomiti di Fassa erano tutte per noi.
Manto nevoso:
Buon innevamento. Si parte con le ciaspole ai piedi e non si tolgono mai. Dorsali un po’ pelate dal vento, che ha soffiato soprattutto da nord, con accumuli sui versanti sud sottocresta. Mediamente, c’è un fondo quasi continuo un po’ gelato, e 20 cm di fresca recente (ieri e stanotte?). Val Duron tutta ampiamente tracciata da auto e motoslitte. Giro più per ravanatori o ciaspolatori che per sci-muniti, però volendo dalla vetta si può probabilmente scendere direttamente a valle senza proseguire la cresta come abbiamo fatto noi.


 
 


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