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Oggi è mercoledí 18 ottobre 2017

Schusterplatte/Lastron dei Scarperi 2957 m

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Alto Adige Data:25/04/2006
Nome:GA Alberto e Paolo Email:paolo.chitiat symbolalice.it
Nome gita:Schusterplatte/Lastron dei Scarperi 2957 m Partenza da:Parcheggio della val Fiscalina
Quota partenza:1454 Dislivello:1600
Esposiz. salita:Est Esposiz. discesa:Est
Difficoltà:Sci-alpinista buono Manto nevoso:Accettabile
Tipo di neve:Trasformata Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia:Carta Tabacco 1:25.000 - Foglio n. 010 Valle partenza:Sesto/Fiscalina
Commento gita:
Itinerario di straordinaria bellezza al cospetto delle Tre Cime di Lavaredo e di una moltitudine di fantastiche crode dolomitiche – una delle poche cime alte delle Dolomiti di Sesto fattibili con gli sci. Purtroppo il piacere della discesa è stato in gran parte compromesso dalla neve marcia trovata sotto i 2400 m, dovuta all’incompleto rigelo notturno. Confermo in pieno quanto scritto più sotto a proposito della Cima Piatta Alta: finché le temperature rimarranno così alte occorre fare grande attenzione. Noi non abbiamo avuto particolari problemi in quanto i pendii sotto le crode Fiscaline erano già scaricati e nel cadin di San Candido la neve era rigelata a dovere. --- Questo l’itinerario: dal grande parcheggio in val Fiscalina si segue la stradina che porta al Rifugio al Fondovalle per svoltare in seguito a destra in val Sassovecchio. Ricalcando più o meno il segnavia estivo 102 (dove passa tra i mughi si resta più a sinistra, sotto le crode Fiscaline) si giunge in vista del rifugio Locatelli ed in falsopiano si punta alla larga forcella di San Candido che si apre a destra della caratteristica torre di Toblin. Prima di raggiungerla si svolta a destra (NNE) e per pendio abbastanza sostenuto si raggiunge la selletta Bassa (non nominata sulla carta Tabacco, si trova immediatamente ad est della q. 2513 m). Sul versante opposto si scende ripidamente con qualche passo a piedi e non appena possibile si traversa cercando di perdere meno quota possibile fino a raggiungere il fondo del cadin di San Candido/Innichbacher Graben. Per pendii sempre più sostenuti lo si risale interamente (un breve tratto è molto erto) fino ad una bella conca racchiusa tra le punte Sasso Vecchio ed il crodon di San Candido a q. 2700 m circa. Si svolta ora a sinistra (nord) e per breve rampa si giunge all’inizio di un evidente canale (eventualmente deposito sci). Risalito il canale si traversa a sinistra sotto una fascia rocciosa e senza particolari problemi si monta sulla larga sommità del monte. Da qui in falsopiano facilmente al punto culminante. --- Nota: tutto quest’ultimo tratto, se in buone condizioni e se dotati di una buona tecnica di salita, può essere percorso sci ai piedi, in caso contrario è preferibile lasciarli alla base del canale o al limite caricarseli sullo zaino. La discesa diretta dalla cima è da considerarsi OS. --- Nota 2: il dislivello complessivo di 1600 m tiene conto della perdita di quota per scendere nel cadin di San Candido e della successiva risalita alla selletta Bassa.
Manto nevoso:
Gli sci si portano fino al Rifugio al Fondovalle, da lì la copertura nevosa è continua, anche se in alcuni punti della parte bassa rivolti a sud siamo un po’ al limite. Penso che la gita sarà fattibile ancora per un paio di settimane mettendo in conto qualche breve tratto a piedi. In discesa abbiamo trovato fantastica neve trasformata lungo tutto il cadin di San Candido, in seguito, come detto sopra, neve prevalentemente marcia, ma restando in traccia o sui pendii svalangati sotto le crode Fiscaline non si affondava più di tanto.


 
 


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