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Oggi è mercoledí 11 dicembre 2019

Monte Alto di Pelsa (q. 2.417)

Chi frequenta OTT sa, o dovrebbe sapere, che nessun contributo va preso alla lettera e tutte le informazioni vanno vagliate criticamente.

 

Regione:Veneto Data:12/02/2011
Nome:alberto e paolo scordilli con beppe mezzadri, enrico toniolo, marco franzato e alberto andreis Email:scordilli.paoloat symbolgenerali.it
Nome gita:Monte Alto di Pelsa (q. 2.417) Partenza da:Capanna Trieste
Quota partenza:1135 Dislivello:1300
Esposiz. salita:Sud-Est Esposiz. discesa:Sud-Est
Difficoltà:Sciatore buono Manto nevoso:Accettabile
Tipo di neve:Marcia Valutazione gita:Stupendo
Bibliografia:g. sani - scialpinismo nelle Dolomiti Valle partenza:Val Corpassa
Commento gita:
Erano anni che aspettavo le condizioni ideali per salire questa cima, la più bella dal punto di vista sciistico fra quelle di media difficoltà nel gruppo del Civetta, anche se poco nominata nelle guide: la recensione dello scorso weekend sulla Cima De Gasperi mi aveva dato delle buone speranze, ma purtroppo in una settimana di caldo le cose sono assai cambiate: la stradina di accesso al Vazzoler è tutta una lastra di ghiaccio vivo e sassi alternata a tratti scoperti; solo sui 1.500 inizia una copertura nevosa continua con 2 sole interruzioni, nell’attraversamento del ruscello della Val dei Cantoni e per una frana sotto la Torre Venezia: seguiamo questa stradina fino a Case Favretti, con una lieve contropendenza per traversare sotto la Torre Venezia (ambiente stupendo!): attenzione che per raggiungere le Case occorre scartare a sx. subito prima di un terzo tratto scoperto della stradina! Da lì in poi la via non è obbligata: con condizioni di buona stabilità della neve conviene puntare alla lieve depressione fra la ns. Cima ed il poco pronunciato Col Tondo; noi l’abbiamo fatto costeggiando, per una rampa ascendente, una fascia di irregolari roccette (resti di valanghe): terminata la fascia si innalza un pendio che visto dal basso sembra assai ripido ma che poi si riesce a salire senza troppi problemi con ampi zig-zag, in ultimo tendendo a sx. a raggiungere la cresta sud (cornici dalla parte opposta!) seguendo la quale in breve si raggiunge la vetta. La discesa è splendida fino a Case Favretti; senza seguire la rampa dell’andata (disturbata dalle slavine) dal Col Tondo si può calare per rado bosco senza via obbligata. La stradina è pure divertente finchè la neve è continua, poi un po’ di cava e metti per sfruttare le ultime rampe sciabili ed infine a piedi per l’ultimo km.
Manto nevoso:
Ho messo marcia perché fino a Case Favretti era una neve non ancora trasformata che tendeva a cedere un po’ in superficie con qualche sfondo; comunque non era male da sciare, anche se un po’ faticosa; era più trasformata in basso sulla stradina, finchè ce n’era!


 
 


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